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Le Valli Cupe.

L'area delle Valli Cupe si presenta con pareti tagliate verticalmente, inaccessibili e aspre, con profilo spesso ricco di una miriade di piccoli anfrattiscavati dagli agenti atmosferici, regno esclusivo degli uccelli che qui nidificano in gran copia. 

Il canyon, unico in Italia per caratteristiche geo-morfologiche, è ricco di specie vegetali di rara bellezza. 

Tra queste spicca la presenza della rarissima Woodwardia radicans (o Felce bulbifera), vero e proprio fossile vivente di cui si sono trovate tracce risalenti a circa 350 milioni di anni fa. Altrettanto ricca è la fauna, rappresentata da specie anche molto rare come la salamandrina dagli occhiali, il nibbo, il gufo reale e comune , il gheppio, il corvo imperiale, l'avvoltoio egiziano. In Sila Piccola, nei dintorni di Sersale e degli altri centri montani limitrofi, si ergono meravigliosi e incomparabilimonumenti geologici: i canyon delle Valli Cupe, di Barbaro, delle Timpe Rosse, dell'Inferno, di Melissaro e di Razzone, e le gole del Crocchio, rappresentano dei veri e propri gioielli naturalistici.
 

Altrettanto imponenti e numerosi sono i monoliti, che si insinuano tra le pendici selvagge della selva calabrese, foresta del mediterraneo per antonomasia, e formano un piccolo universo sconosciuto e dal fascino irresistibile. La Pietra del Ruvazzo (nome dialettale del pettirosso), ad esempio, è un vero e proprio eco-museo, un bene naturalistico che reca importanti testimonianze della storia umana.

 Presenta infatti alcune incisioni risalenti al 1600, legate alla storia del brigantaggio e numerosi riferimenti a una ricca memoria orale (storia della ninfa greca Arocha, leggende popolari che raccontano di curiosi esseri animati, ecc.) che meritano di essere appresi sul posto. Un centinaio di spettacolari cascate alte fino 100 m e immerse in una cornice di vegetazione lussureggiante di tipo subtropicale, dove è possibile vivere l'esperienza unica di un bagno in acque limpide e incontaminate, alimentate da torrenti che scendono impetuosi attraverso le pendici montuose fino a raggiungere le acque cristalline del mar Ionio.

La Cascata Campanaro è situata in una delle zone più incontaminate della regione, ma allo stesso tempo facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo. Sul sentiero che conduce alla cascata è possibile incontrare 3 sorgenti, un vullu (una caratteristica pozza d'acqua corrente) e un vecchio ponte, costruito da abilissimemaestranze locali e distrutto in parte dai bombardamenti della seconda guerra mondiale: testimonianza suggestiva di opera perfettamente inserita nell'ambiente naturale.

La cascata, alta circa 22 metri, è immersa in uno scenario paradisiaco, abbellito dal colore straordinario della roccia che fa da sfondo al salto dell'acqua e arricchito dalla presenza dipiante rare, che fanno assomigliare il sito ad un angolo di foresta equatoriale. Al luogo è legato un importante episodio di storia locale, confermato da un antico documento del ministero della guerra, e cioè l'arresto di una "mano" (cioè cinque) di pericolosissimi briganti.

 

Di particolare valore naturalistico sono poi la Cascata delle Rupe, spettacolare salto d'acqua inciso in roccia granitica, arricchita dalla presenza di due felci tropicali molto rare (la Felcetta lanosa e la Pteride di Creta) e le Gole del Crocchio, nel tratto montano dell'antico fiumeArocha, dove tra l'altro è possibile ammirare la Felce regale, preziosa e rara pianta di antichissima origine e di grande valore botanico.

 Il gran bosco d'Italia, descritto dai greci, dai romani e da tanti altri illustri viaggiatori, nel corso dei secoli ha fornito legname, pece profumatissima e riparo a tante civiltà euro-mediterranee. Antichi boschi di farnia, piante rare ed una ricca fauna, come rarissimi anfibi ed il superbo avvoltoio egiziano, arricchiscono il quadro delle risorse ambientali del territorio, vero e proprio affresco della natura.

E se ancora c'è in Europa una foresta primigenia, quella è proprio la Sila: ne sono testimoni il Gigante Buono e i Giganti di Melitani, castagni ultrasecolari di incomparabile bellezza. Il Gigante Buono è un castagno di circa 500 anni, di oltre otto metri di circonferenza,adottato dai bambini delle scuole elementari di Sersale.

Il suo nome deriva dal fatto che anticamente faceva parte di un esteso castagneto che sfamava le popolazioni locali.

Veniva chiamato albero del pane: con la sua pregiata farina si preparavano numerosi piatti per cui oggi viene impiegato il grano.


 

 

 

 

 

 

 

 



 

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